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La parola d’ordine è fare figli!

Siamo a maggio ed è arrivato il momento di dire che siamo stanche di sentir parlare delle donne come “sforna bambini” adatte, solo, a procreare a comando in nome della Patria.

Secondo alcuni, abbastanza ma per fortuna non troppi, noi donne dovremmo concentrarci su uno “sforzo amoroso “che porti alla nascita di pargoli “dedicati alla nazione”.

Sembra che l’Italia, in forte difficoltà ormai da qualche anno, si ritrovi a dover risolvere l’annosa questione dei figli perché, pure secondo Elon Musk, la popolazione italiana rischia di sparire.

Tutto è iniziato col distinguo tra la famiglia tradizionale e altre tipologie di famiglia senza considerare che col termine “famiglia” si va ad identificare non solo un gruppo sociale composto da genitori e figli ma, nella sua definizione più ampia, un legame affettivo potente tra soggetti diversi che può nascere indipendentemente dal sesso di appartenenza e/o dal colore della pelle dei soggetti stessi.

Ammetto, però, che trovo imbarazzante aver dovuto scrivere cosa s’intende col termine “famiglia nel suo senso più ampio” perché attanagliata dal dubbio che non fosse chiaro per tutti, ma tant’è dato che le culle vuote sembrano catturare l’attenzione del paese.

A questo punto del 2023 sembra quasi impossibile che qualcuno possa pensare che la panacea dei mali italiani stia proprio nella conformazione della famiglia e, quindi, dopo aver innescato la polemica sul genitore, non più come figura cosciente e consapevole della responsabilità a 360° di mantenere e aiutare a crescere un bambino, si punta il dito sulla creazione e si preme sull’acceleratore cercando di suggerire alle donne italiane quanti figli fare, vedi proposta Min. Giorgetti.

 

Min.Giorgetti Foto www.mef.gov.it/ministro

 

Per quelle donne che, come me, sono ormai grandi per credere alla narrazione tipica di Cetto la qualunque leggere continuamente che il grande problema italiano è legato alla natalità fa accapponare la pelle.

La sensazione è che il lume della ragione si sia spento a favore dei consigli più bislacchi partoriti, questo sembra il termine più adatto, dalle vivaci menti di politici che tanto hanno a cuore il futuro del nostro paese.

Infatti mentre alcuni esponenti di sindacati ed opposizione continuano, come un disco rotto, a parlare di salario minimo legale e soluzioni contro la precarietà, termini che anche solo pensati in modo separato accendono la libido, gli attuali rappresentanti politici del nostro paese non ci vedono alcun nesso e si domandano perché le donne in età fertile non si diano alla procreazione – tipo coniglio – preferendo rimanere a casa dei genitori fino alla menopausa.

Non è l’ingratitudine verso un paese bello e carico di possibilità a farci desistere dall’affollare i vari reparti maternità delle regioni quanto la consapevolezza che il paese stia implodendo e senza uno straccio di lavoro, di possibilità diventa difficile mantenere noi stesse figuriamoci un bambino, ed a chi non capisce perché un lavoro stabile aiuti a crearsi un futuro ed una famiglia cosa possiamo dire?

A me sovviene la risposta più semplice, provassero a farsi fare un disegnino.

 

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