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L’IA potrà sostituire i podcast?

Il termine podcast deriva da “baccello” e “spargere” quindi potremmo pensare che siamo innanzi a qualcosa che in realtà è ancora in fase di attecchimento al terreno, usando una metafora legata al significato, ma in realtà non è così infatti secondo la ricerca IPSOS 2022, il 36% degli italiani ha ascoltato podcast registrando un aumento del 5% rispetto al 2021; possiamo quindi parlare di 11,1 milioni di ascoltatori di podcast in Italia.

Ma quali sono gli argomenti che maggiormente interessano i fruitori di podcast?

In linea generale possiamo dire che non esiste una lista che escluda argomenti, i podcast possono trattare diversi temi ma possono anche raccontare l’evoluzione della storia e dell’emancipazione femminile ad esempio “Signorine” il podcast con la voce di Serena Dandini che potete ascoltare nelle maggiori piattaforme audio free.

La lista si fa interessante perché troviamo i Talk dove un gruppo di persone si confronta in merito ad un tema

La story dove un unico narratore racconta un fatto seguendo una traccia ben definita come ad esempio un caso giudiziario

La fiction dove si racconta un contenuto romanzato

Tra i più seguiti, però, restano i podcast True crime. Forse per la curiosità di sentire la storia dall’inizio alla fine o forse perché alcuni crimini sono così efferati da sembrare quasi inventati o forse perché si vuole ricordare le vittime che in un giorno che sembrava qualsiasi hanno perso la vita.

Per molti i podcast sono la voce amica che li accompagna in macchina durante il tragitto casa-lavoro per altri è la voce che durante il giorno distrae la mente dai pensieri quotidiani.

In realtà i podcast hanno la capacità di trasmettere contenuti per quella parte di pubblico che non può o non ama leggere ma preferisce ascoltare e possiamo ancora dire che i podcast sono “di nicchia” tant’ è che seguendo i dati notiamo che i maggiori fruitori sono i giovani e gli adulti tra 18 – 34 anni senza grandi differenze tra maschi o femmine.

Ma qualcuno odia i podcast?

L’americano Dan Misener, Co-fondatore di Bumper,  si è posto questa domanda ed, in sintesi, all’interno dell’ articolo “I analyzed 20 million Apple Podcasts star ratings. Here’s what I learned” spiega come le mancate recensioni siano un segnale che il podcast non ha suscitato l’interesse dell’ascoltatore.

Creare podcast non è solo un’abilità tecnica o una buona conoscenza degli strumenti audio ma è una necessità di comunicare, in modo diverso, uno stato d’animo, una riflessione o un fatto accaduto che per la sua eccezionalità sollevi un’emozione quindi, a questo punto, c’è da chiedersi se davvero, in un tempo come il nostro che propone l’IA come chiave di volta per un futuro dove l’uomo non servirà più o quasi, resti la sola certezza che creare empatia sia prerogativa dell’uomo.

Quindi siamo sicuri che in futuro le nostre competenze non serviranno più?

Siamo sicure che dei programmi interattivi riusciranno a superare la necessità di comunicare sentimenti insita nell’uomo?

Passo a voi la palla

 

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