Nel trattare l’abbigliamento come mezzo di comunicazione non possiamo non tener conto di “come siamo” inteso le abitudini, il comportamento e la nostra gestualità.

Quando si parla di Galateo e Bon Ton s’intende l’insieme di regole comportamentali che altro non fanno che aiutare nel proporci verso terzi con atteggiamenti educati.

La parte interessante dell’utilizzo di queste norme è che si consiglia il loro regolare uso indipendentemente che a monte ci possano essere interessi di carattere amoroso o lavorativo.

Insomma, essere educati e cortesi a prescindere.

La comunicazione oggi è poco efficace

 

Negli ultimi anni la tecnologia ha fatto passi rapidi portando nelle mani di tutti la possibilità di godere di servizi che, indipendentemente che siano di carattere commerciale, votati alla socializzazione oppure dedicati al modo di vivere, facilitano le nostre giornate dandoci la possibilità di avere tutto subito, o quasi subito.

Purtroppo, però, queste innovazioni sono andate a discapito dei rapporti interpersonali reali e quello che probabilmente, nella mente del primo creatore, nasceva come modo per avvicinare tutti è divenuto oggi il modo migliore per tenersi a debita distanza fisica da tutti.

Ecco quindi l’abbassamento della soglia della pazienza, la veloce irritabilità, la tristezza e infine madre di tutto questo, la solitudine

Galateo e Bon Ton è l’Espressione, intesa non come “smorfia del viso” ma, come dialettica e gestualità, come carta d’identità verso il prossimo.

Per tal motivo diversi esperti hanno trattato questo argomento.

Quotidianamente capita di vedere uomini e donne ben vestiti ma al momento di esprimere il loro pensiero…caduta di stile.

Pessima espressione in termini verbali associata ad una gestualità che, negli occhi di chi osserva, si lascia tradurre come una forma di nevrosi.

È risaputo che noi italiani siamo un popolo che gesticola quando esprime un’idea ma, purtroppo, sdoganiamo questo modo di fare anche in situazioni dove servirebbe mantenere una certa compostezza.

Tutti vogliamo dare il meglio nei momenti di confronto, sia in ambito lavorativo che personale, ma perché questo avvenga, con la nostra massima soddisfazione, è necessario ricordare che noi siamo anche quello che diciamo e che facciamo.

In poche parole, non serve a niente avere trucco perfetto e abiti freschi di sartoria se quando si apre la bocca le parole escono incontrollate nel significato e nel tono e i gesti li lasciamo liberi di seguire questo andamento come armi incontrollate che si muovono senza meta nell’aria.

Ecco uno dei motivi per cui, nei paesi fuori confine, molti manager, casalinghe, insegnarti, avvocati, dottori e chiunque abbia coscienza di non essere unico essere vivente al mondo si spinge nel chiedere aiuto alla Consulente d’Immagine.

Perché se è vero che i secoli di moda hanno dimostrato che l’abito fa il monaco è ancor più vero che la cattiva rappresentazione di sé in pubblico fa “cadere l’abito al monaco”.

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